Coach Krzyzewsky, detto Coach K, è uno degli allenatori più vincenti nella storia del basket collegiale statunitense.

Coach K. Ha sviluppato negli anni una filosofia ed uno stile, come allenatore, basato sul rafforzamento dei suoi rapporti con i giocatori e sul ascolto.

Tale stile conferma, nella pratica, la c.d. teoria dell’autodeterminazione, il modello psicologico secondo cui gran parte del comportamento umano è guidato da motivazioni interiori e non da spinte esterne.

Le ricerche hanno condotto a chiarire che sono 3 i requisiti che portano all’autodeterminazione, requisiti che risultato essenziali per il benessere psicologico:

  1. competenza
  2. relazione
  3. autonomia

ovvero i medesimi elementi su cui si basa lo stile di Coach K.

Il leader deve mostrare il volto che la sua squadra deve vedere (Coach K)

  • Competenza tecnica: La competenza tecnica è la prima delle componenti di un buon allenatore.L’obiettivo principale dell’allenamento, per un atleta, è padroneggiare il proprio sport. Quando l’allenatore aiuta l’atleta ad accrescere le sue competenze tecniche questo ha un effetto positivo anche su altri aspetti, compresi quelli legati all’atteggiamento mentale e la motivazione (intrinseca).Effetto positivo lo produce anche la considerazione che ha l’allenatore delle capacità e delle competenze dell’atleta. È stato dimostrato che la percezione dell’atleta su quanto il proprio allenatore lo ritiene bravo è più importante, per la sua immagine di sé, di quanto si ritenga competente esso stesso.L’atleta deve sapere ed ancor prima sentire che l’allenatore lo aiuta a migliorare.“Se l’atleta non ha la sensazione di imparare qualcosa dall’allenatore la relazione tra loro semplicemente fa fatica a funzionare” (Sean McCann).

Nella leadership, nessuna parola è più importante di “fiducia” (Coach K.)

  • Curare la relazione: è oramai un dato acquisito che stringere rapporti significativi influisce profondamente sulle motivazioni delle persone.Le ricerche hanno dimostrato che bambini a cui è affidato un compito (anche molto interessante) da eseguire in presenza di un adulto disinteressato, presentano livelli di motivazione interiori molto deboli rispetto a quanto l’adulto presente fornisce piena attenzione – Questo spiega scientificamente le basi e la forza del “guarda mamma!”.Gli studenti che percepiscono l’insegnante freddo e distaccato sono meno motivati ad apprendere ed esplorare. Così anche nello sport.L’allenatore può curare la relazione e, contemporaneamente, stimolare le motivazioni intrinseche dei suoi atleti.Un modo? Il feedback c.d. a “panino”, ovvero inserire l’elemento di miglioramento (c.d. critica costruttiva) tra un riconoscimento positivo ed un suggerimento al miglioramento.Iniziare con un elemento positivo evita che la persona si metta sulla difensiva… tutti abbiamo bisogno di sentire che gli altri siano dalla nostra parte prima di ascoltare cosa hanno da dire.

Non puoi semplicemente dire alla gente cosa fare e poi aspettarti che si comportino bene. (Coach K.)

  • Sostegno all’autonomia: tanto più è alta la percezione delle persone di avere un certo margine di controllo sulle proprie decisioni e sui propri comportamenti, tanto più alta è la motivazione intrinseca.A scuola le motivazioni interiori e la curiosità intellettuale degli studenti sono più forti quando percepiscono il sostegno dell’insegnante al loro sforzo autonomo; oppure i bambini che crescono in un ambiente di stretto controllo dimostrano meno interesse a sviluppare o apprendere nuove abilità.Così anche nello sport, le prestazioni degli atleti sono influenzate positivamente quando gli allenatori incoraggiano l’autonomia, i giocatori infatti dimostrano maggiore fiducia nell’allenatore, più forti motivazioni interiori e maggiore impegno.Come incoraggiare lo sviluppo dell’autonomia?Semplice riconoscendo, ascoltandolo, il punto di vista dei giocatori, dare agli atleti la possibilità di scegliere e prendere iniziative indipendenti (ed analizzarle poi in ottica di crescita e non di umiliazione).

La libertà di crescere personalmente, la libertà di commettere errori e imparare da loro, la libertà di lavorare sodo e la libertà di essere sé stessi: queste quattro libertà dovrebbero essere garantite da ogni leader di ogni organizzazione. (Coach K)

Su questi tre pilastri deve costruirsi lo stile di leadership del singolo allenatore.

I grandi leader possiedono le competenze tecniche richieste, sono capaci di sviluppare e mantenere ottime relazioni e stimolano l’autonoma (e con essa la crescita) dei loro “follower”.

Questa è la vera chiave dell’efficacia della leadership. Ogni singolo allenatore deve creare il proprio stile, partendo da quei pilastri, adattandolo ai giocatori con cui lavora.

Questo non vuol dire che le sfuriate siano bandite, anzi!

Come si suol dire: “quando ce vò ce vò”, anche Coach K perde la calma ogni tanto.

Sei un genitore, allenatore o un personal trainer e vuoi analizzare i tuoi discorsi o allenarti per costruirne di tuoi più efficaci con lo staff de I.L. mental coach?

Compila il form qui sotto.

Mental Coach professionisti ed esperti di comunicazione sapranno darti un parere professionale e personalizzato sulle tue esigenze!

RICHIEDI INFORMAZIONI

OTTIENI CONTENUTI ESCLUSIVI E RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE NOSTRE INIZIATIVE
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
SEGUICI SU